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Ciò che più di ogni altra cosa mi manda in crisi la mattina quando sono davanti al mio armadio è il meteo, sono una freddolosa amante dei vestiti leggeri, quindi odio l’inverno e il freddo, mi complicano la giornata sul nascere, provo e riprovo mille vestiti che vengono puntualmente lanciati sul letto dalla rabbia mentre urlo: “Non ho niente da mettermiiiiiiii!!!!!!!!!!” Ora finalmente le giornate si stanno scaldando e io mi sento rinascere, tranne che per un piccolo particolare, il cambio di stagione implica anche un cambio di abiti e per me, che mai come in questi tempi amo il cambiamento, implica anche un cambio di look, quindi nonostante le temperature ora mi siano favorevoli, sul letto si crea comunque una montagna di vestiti che non mi vedo più addosso, da amante del vintage quale sono sempre stata ora sono proiettata più verso cose moderne, quindi tutti i miei vestiti sono diventati troppo stretti, troppo lunghi, troppo questo e troppo quest’altro… ma è in questi momenti che mi si accende la lampadina, proprio come questa mattina, quando ho aperto l’armadio con dentro i prototipi dei vestiti che faccio realizzare durante le mie lezioni e mi sono detta perchè non ci ho pensato prima? Problema risolto, ho indossato il mio Kimono dress! Morbido, ampio, leggero (fortunatamente ora si può), ohhh finalmente!!!! Comodo, morbido e salvaStess!

Se la devo dire tutta, se non avessi realizzato questo abito per preparare la lezione probabilmente non lo avrei mai fatto per pigrizia, un po come si dice… “il calzolaio con le suole rotte”, quindi, lo ammetto, sono fortunata, faccio un bel lavoro, e mi salva anche da crisi isteriche davanti al guardaroba!! :)

Ad aprile incomicerà il corso di Refashion, un inno alla moda anche e soprattutto nei momenti di crisi economica, perchè tutto, davvero tutto, può essere trasformato, rinnovato e stravolto, anche delle culotte!

http://www.vimeo.com/37013573

Ieri sera è iniziato il corso One day one dress, commenti a caldo? Divertentissimo!!! Tra i “nooooo ho sbagliatooooo!” e i “siii ce l’ho fatta!!!” sono trascorse 3 ore alla scoperta dei tanti trucchi per costruirsi quei pezzi, che proprio non possono mancare nel guardaroba di una “fashion victim” che si rispetti!

Per la prima lezione ho scelto di far realizzare una  gonna ampia,  a vita alta, molto di tendenza nella primavera/estate 2012.

Visto che non riuscivo a resistere all’idea di farne una anche per me, ho cercato un tessuto che mi desse la giusta ispirazione ed è bastato guardare verso la finestra, per avere il lampo di genio!

La tenda era perfetta! La stampa anni 60 che ricorda le collezioni di Blumarine e Prada, i colori pastello di Louis Vuitton, è bastato un attimo e come fece l’ormai celebre Rossella Ohara:  ”Via col vento”! e la gonna è fatta!

Come indossare un pezzo così vistoso e sbarazzino? Io ho deciso di usare una t-shirt, che rende la gonna voluminosa meno impegnativa, poi collane della nonna e catene oro  e perchè no, l’immancabile sandalo dai tacchi mozzafiato, che oltre a dare un richiamo metallico, mi ricorda, che sono una donnina anche se con una tenda addosso! :)

Ho sempre pensato che il “Packaging” fosse importantissimo, quando compri un paio di scarpe la scatola che le contiene parla di loro,  le rende ancora più preziose, speciali, quando fai un regalo, la carta scelta, il nastro, l’aspetto del pacco, se fatto con il giusto accostamento, crea la suspance, dedica un momento importante a chi lo riceverà. Il packaging è un contenitore di cose ma anche di emozioni, anche una casa può esserlo, anche uno spazio, un luogo di incontro, così un giorno ho ricevuto una mail da delle ragazze che mi parlavano del loro studio, dicendomi  che avrebbero avuto il piacere di ospitare  tra le loro mura la mia Sartoria sovversiva.

La vista di RetroLab mi ha conquistato, accogliente, piacevole, intimo, dove sembra dimenticare il tempo che passa, uno spazio ampio, ma cosparso di tanti piccoli oggetti selezionati con cura, un ambiente di ricerca ma anche nostagico, romantico, dove si respira nell’aria il tocco femminile  ed attento di Gaia Garlaschelli e Sara Scamarcia, le due ideatrici di questo progetto dove , fotografia e grafica si fondono con tante e diverse espressioni d’arte.

Retro Lab è diventato il packaging perfetto di Making Fashion, così tra una cucitura e una chiacchera, tra una nastro e un fiocco, si trascorrono ore felici dando libero sfogo alla creatività.

Retro Lab si trova in via lorenteggio 157 a Milano.

Chi l’ha detto che certe cose accadono solo nelle favole? E’ possibile trasformare una camicia in un abito da sera degno di un Red Carpet? La risposta è si ed è quel che ho fatto insieme a Grazia, Isabella, Giovanna, Rita, Sara, Samantha, Marianna e Loredana.

Si tratta di un gioco di astuzia, girare e rivoltare un pantalone su un manichino fino ad ottenere l’idea perfetta, geniale, elegante, ma non basta, sfruttare chiusure, orli, ricami di capi dismessi e renderli particolari ricercati di un nuovo abito, così le maniche di una camicia diventano un cinturone plisettato che va a stringere il punto vita di un meraviglioso capo dalla intramontabile linea a sirena, che strizza l’occhio all’Haute Couture.

Refashion di una camicia

Refashion di una camicia

Refashion di una fodera di gonna e una tenda

Refashion di un coprispalle

Refashion di un prendisole

Refashion di una camicia

Refashion di un pantalone

Quel che fa la differenza quando si fa Refashion è l’idea, che deve essere originale, coraggiosa, ma anche furba. Quando ho insegnato all’interno dell’Accademia di Lady Burlesque, ho sottolineato quanto fosse importante l’utilizzo dei materiali e l’accostamento dei colori, con dei piccoli accorgimenti e del buon gusto ecco cosa si può creare……

http://www.vimeo.com/37014224

Chiara, mamma di Greta, la mia nipotastra di quasi 3 anni, da ormai circa 1 anno è costretta a guardarsi tutti i giorni il cartone animato di Cenerentola, un giorno mi chiama dicendomi che dovrei utilizzare la canzoncina del cartone come colonna sonora del mio blog, perchè “dice”, “è perfetta!”. Per quanto io voglia bene a Chiara ho pensato che non avrei voluto condividere con lei questo “tormento” (quando vado a casa sua, anche se Greta non c’è,  la sento canticchiare “Ho trovato ho trovato! Il vestito è un pò antiquato, ma se noi ci diam da fare, si può rimodernare!”  ormai è entrata nel clan dei topolini ).

La curiosità mi ha spinto a una serata “Revival” ho riguardato Cenerentola, …. è puro Refashion!

Fase 1: La progettazione

Immagine anteprima YouTube

Fase 2 : La realizzazione

Immagine anteprima YouTube

Non mi resta che unirmi al coro: “We Love Cinderella!”

Quando si è alla ricerca di uno stile non c’è niente di meglio di una bella ricerca, fotografie, libri, giornali, ritagli di  immagini che suggeriscono atmosfere evocative, questo è il mood.

http://www.vimeo.com/37016750

Il mio approccio al Refashion è nato come sperimentazione personale, per poi diventare materia di insegnamento, ma mai avrei pensato che sarebbe potuto diventare anche solidale.

A Corsico  una piccola località ai confini di Milano ho conosciuto delle donne arrabbiate, sfiduciate, piene di pessimismo,  50 operaie della Hitman,  un’azienda specializzata in confezione di capi spalla da uomo, in cassa integrazione da ormai 5 anni.

Quando mi è stato chiesto di insegnare loro a lavorare i capi secondo questa tecnica, ho accettato pensando non sapevo a cosa andavo incontro?! …. e difatti i primi giorni sono stati duri…… mooooolto duri……., se insegni ad una ragazza “modaiola” a trasformare un

capo, lei sarà esaltata  all’idea di avere un pezzo nuovo nel suo armadio, che prima aveva un’altra storia e poi lei ha modificato, ma se lo fai con una donna , che ha sempre confezionato parti di giacche con una precisione millimetrica, chiedendole di mettere sotto sopra una giacca per renderla un vestito, le viene un colpo! Questa è stata la più grande difficoltà, stravolgere un capo ma anche stravolgere il modo comune di pensare.

Da una fabbrica fatiscente e dei vecchi vestiti senza valore, sono nate delle piccole collezioni di abiti,  il ricavato è stato devoluto in beneficenza a Taivè , un laboratorio di sartoria tenuto da donne Rom.

Nonostante i primi attriti tra me e le operaie, ci siamo poi conosciute, confrontate, ho capito la loro storia, mi hanno  seguito cercando di far uscire l’entusiasmo che tenevano assopito in un angolo del loro cuore, mi hanno voluto bene ed io a loro……. :)

Semplicemente Nero

Quando frequentavo la scuola di moda, ormai parecchi anni fa, c’era una materia su tutte che più mi incuriosiva ed era il significato dei colori, la mia insegnante diceva che ogni persona si identifica più con un colore piuttosto che con un’altro, o che addirittura può essere vicina ad un colore ma con una gran voglia di un altro, ………per me oggi è il nero.

Nero inquieto, nero elegante, nero seducente, il nero che non è, ma tuttavia è presente, attivo, disponibile; che va d’accordo con gli altri colori che non stona mai, che è sempre elegante che è un po snob, che ama essere ovunque e comunque.


Sensuale semplice, essenziale, raffinato, introverso, mordace, transitorio, enigmatico, il nero è il colore della contestazione, dell’affermazione piena e autorevole di sé, ma anche il colore dell’estraniamento dal mondo, dell’introspezione e della riflessione. (Lia Luzzato e Renata Pompas)


Vivo il nero soprattutto  come cambiamento, studio, ricerca…. finchè un nuovo colore si impossesserà di me!



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